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Buoni pasto e deducibilità fiscale

Legge di bilancio n° 160 del 27 dicembre 2019

Buoni pasto e deducibilità fiscale

Novità importanti nella Legge di Bilancio per il triennio 2020-2022 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019 che è entrata in vigore dal 1 gennaio 2020.

 

buoni pasto

Foto di rawpixel da Pixabay

 
La deducibilità fiscale dei buoni pasto è una materia molto complessa e in questo articolo cerchiamo di fare un focus in materia fiscale.

 

L’articolo 677 della legge di Bilancio 2020 riscrive le regole presenti nell’art 51 comma 2 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Nelle specifico con decreto del Presidente della Repubblica n° 917 del 22 dicembre 1986 la lettera C viene sostituita dalla seguente:

 

« c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi; le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all’importo complessivo giornaliero di euro 4, aumentano a euro 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica; le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrispondente agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttiva ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione fino all’importo complessivo di euro 5,29 ».

 

Per farla semplice la legge di stabilità stabilisce:

 

  • Buoni pasto elettronici si aumenta la soglia deducibile ad 8 euro e non produce reddito per il lavoro dipendente
  • Buoni pasto cartacei si riduce la soglia deducibile a 4 euro; nel caso in cui non ci siano strutture per la ristorazione l’importo complessivo rimane a 5,29 euro.

 

Queste regole vengono applicate ai buoni pasto emessi dal 1 gennaio 2020 mentre per quelli erogati prima di questa data rimangono in vigore le vecchie regole di esenzione.

 

L’obbiettivo dell’attuale Governo è quello di rendere più efficace il monitoraggio dei “buoni pasto” con l’utilizzo del formato elettronico ; in quanto questo sistema è molto più affidabile e controllabile rispetto ai buoni pasto cartacei:

 

  • conteggio
  • ritiro
  • controllo negli appalti pubblici (Autorità di Vigilanza)
  • conservazione a fini fiscali
  • emissione (Dm 122/2017)
  • periodo di utilizzo
  • quantitativo spendibile giornaliero o per singola operazione d’acquisto
  • gestione delle fatturazioni e detrazioni

 

Questi sono solo alcuni esempi di cosa andrà migliorando e che ha spinto il Governo ad intraprendere in modo preponderante il passaggio ad una gestione elettronica delle transazioni economiche.

 

Rimangono valide le regole di base:

 

  • né cedibili
  • né cumulabili, in linea generalem oltre le 8 unità (D.M. 07/06/2012)
  • né vendibili
  • né acquistabili 
  • né convertibili in denaro
  • utilizzabili solo dal Titolare (devono esser firmati dal Titolare)

 

Come funzionano i buoni pasto elettronici?

 

Il pagamento da parte del Titolare del buono pasto elettronico all’esercizio commerciale avviene attraverso l’utilizzo del POS che è collegato alla Società che ha emesso i buoni. Dal saldo messo a disposizione del Titolare del buono pasto si detrae la spesa effettuata; questa viene registrata sui server della Società che ha emesso i buoni pasto elettronici. Le transazioni registrate sono i dati da inserire nei meccanismi di fatturazione elettronica da parte dell’Azienda e della Società eroganti.

 

Un punto fondamentale è che l’erogazione dei buoni pasto può avvenire anche via “App mobile”. Un servizio assimilabile ai servizi sostitutivi di mensa resi a mezzo dei buoni pasto ( il MiSE con decreto 122/2017 in attuazione con il D.L. n° 50/2015 art. 144 comma 5 in vigore dal 9 settembre 2017).

 

Posso detrarre l’IVA?

 

Fino al 31/08/2008 questo non era possibile, a causa dell’art.19 bis 1 del DPR n.633/72 che alla lettera f) recitava:
“non è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di alimenti e bevande ad eccezione di quelli che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa o di somministrazione in mense scolastiche, aziendali o interaziendali o mediante distributori automatici collocati nei locali dell’impresa;”.
 
A partire dal 01/09/2008, la legge n.133/2008, modifica l’articolo 19 bis-1 del DPR n.633/72 eliminando la non detrazione soggettiva dell’IVA per la somministrazione di alimenti e bevande (e per le prestazioni alberghiere). A partire dalla legge n.133/2008, l’Iva diviene totalmente detraibile, nella misura in cui i servizi risultino relativi ad operazioni che consentano l’esercizio del diritto alla detrazione. Il ristoratore è comunque tenuto all’emissione di ricevuta o scontrino fiscale per il corrispettivo ricevuto tramite buono pasto, eventualmente integrato con la differenza tra il costo della consumazione e il valore del buono pasto.
 
Periodicamente (in genere mensilmente) si procede all’emissione di fattura a carico della società di buoni pasto con IVA al 10% (aliquota attualmente utilizzata per la somministrazione di bevande e alimenti). La risoluzione ministeriale n. 383842 del 29/12/1980 chiarisce che tale documento può non riportare gli estremi delle ricevute fiscali cui la fattura si riferisce, purché nelle ricevute rilasciate al fruitore del servizio siano riportati oltre che l’intero corrispettivo pagato, anche l’importo totale della prestazione e l’importo relativo al buono pasto (che esso costituisca una parte del totale o l’intero importo).
 

Bisogna pagare l’IRPEF sui buoni pasto (persone fisiche)?

 

In base alle modifiche che la Legge di Bilancio 2020 a introdotto nell’art.51, comma 2 lettera C del TUIR 2020 si  stabilisce che i buoni pasto sono esenti da oneri fiscali per il dipendente fino all’importo stabilito nella misura delle nuove soglie massimali stabilite in base alla tipologia dei buoni pasto emessi (cartacei, elettronici con chip/contactless, elettronici con smartphone). Fino a tale cifra i buoni pasto non concorrono a formare reddito da lavoro dipendete. L’eventuale eccedenza rientra nel regime fiscale di tassazione.

 

I buoni pasto sono soggetti a Imposte dirette quali l’IRES (persone giuridiche)?

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Poiché i buoni pasto rientrano, tra le voci di bilancio, nei costi del personale, essi sono deducibili al 100% per le aziende ai fini IRAP e IRES. Lo stabilisce la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che spiega che la totale deducibilità dipende dalla considerazione che il costo sostenuto dall’azienda riguarda un servizio complesso non riducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande (cfr. Circ. IRDCEC n.9/IR del 27/4/2009). Per i liberi professionisti, così come per i lavoratori autonomi, i freelance, le ditte individuali, gli agenti, i soci e gli amministratori, invece, il costo per l’acquisto dei buoni pasto è deducibile al 75% per un importo massimo pari al 2% del fatturato.
 

Fatturazione e contabilità, cosa bisogna sapere?

 

Non è possibile il recupero d’imposta su scontrini fiscali con ammontare discordante nelle annotazioni sugli acquisti effettuati con i buoni pasto. La Cassazione con l’ordinanza n. 347/2014 ha stabilito che nei registri dei commercianti che aderiscono al servizio deve essere segnato il valore all’incasso dei corrispettivi tramite accettazione dei buoni pasto usati per la transazione della merce. 

L’AdE nel caso di infrazione può attraverso organi competenti avviare delle procedure di accertamento unificate (IRPEF, IRAP e IVA)

 

Devo considerare gli importi relativi ai buoni pasto per il calcolo dei contributi?

 
Poiché i buoni pasto costituiscono un “servizio sostitutivo di mensa” sono esenti dai contributi previdenziali e assistenziali fino all’importo giornaliero di cui abbiamo parlato precedentemente. Infatti tali importi non costituiscono reddito da lavoro dipendente (articolo 51 del TUIR). L’esclusione dalla base imponibile è sancita dall’articolo 17 del DL n.S03 del 30/12/1992.
 
Vediamo quindi che i buoni pasto sono uno strumento molto comodo utilizzabile sia dai lavoratori dipendenti che dai liberi professionisti.

Federico Gambina
Federico Gambina

Digital Marketing & Communication Assistant

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