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Credito d’imposta 2020

Blog di Fattura24

Credito d’imposta 2020

Super e Iper ammortamento 2020, la nuova rivoluzione

 

Oramai eravamo abituati ai “Super” ed “Iper” ammortamenti ma dal 2020 si cambia tutto e viene introdotto dal MISE il “credito d’imposta“.

 

Nella finanziaria per il 2020 si fa riferimento al “piano industria 4.0” finalizzato per aiutare piccole e medie imprese sviluppato dal MISE.

 

Il credito d’imposta si concentra sui seguenti tre punti:

 

  1. investimenti per beni strumentali, materiali o immateriali funzionali per la trasformazione tecnologica e digitale delle strutture produttive presenti sul territorio nazionale
  2. ricerca e sviluppo, innovazione e design, sostenere la competitività e favorire i processi di transizione digitale  nell’ambito dell’economia circolare e sostenibilità ambientale
  3.  formazione 4.0, formazione del personale su materie rilevanti per la transizione tecnologica delle imprese

 

La richiesta deve essere effettuata con una comunicazione al MISE. Il modello e le modalità saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale.

 

La comunicazione è richiesta per il monitoraggio sull’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolate.

 

Possono accedervi tutte le imprese presenti sul territorio nazionale incluse le “stabili organizzazioni” di soggetti non residenti indipendentemente dalla:

 

  • dalla natura giuridica
  • dal settore economico di appartenenza
  • dal regime contabile
  • dal sistema di determinazione del reddito per fini fiscali

 

Sono escluse le imprese:

 

  • liquidazione volontaria, 
  • fallimento
  • liquidazione coatta amministrativa
  • concordato preventivo senza continuità aziendale
  • altra procedura concorsuale
  • destinate a sanzioni (D.Lgs 231/2001)

 

La fruizione è determinata anche dal rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

Analizziamo singolarmente i tre argomenti.

 

1. Investimenti per beni strumentali

 

Serve a supportare le imprese che vogliono investire in beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, utili per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

 

Esso è valido dal 1 gennaio 2020 al 31 gennaio 2020, ovvero fino al 31 giugno 2021 a patto che l’ordine si accettato dal parte del venditore e che sia versato un acconto pari al 20& del totale.

 

Per investimenti di beni materiali tecnologicamente avanzati,  secondo l’allegato A della L. 232/2016, viene riconosciuti un credito d’imposta:

 

  • 40% sull’investimento (max di 2,5 milioni di euro)
  • 20% sull’investimento (dai 2,5 milioni di euro ad un massimo di 10 milioni di euro

 

Per investimenti di beni immateriali tecnologicamente avanzati,  secondo l’allegato B della L. 232/2016, viene riconosciuti un credito d’imposta:

 

  • 15% del costo del limite massimo ammissibile (700.ooo €), è agevolabile anche il cloud computing

 

Per tutti i beni non presenti sull’allegato A della L.232/2016 si considera un credito d’imposta pari al 6%.

 

Questo è utilizzabile in compensazione per cinque quote annuali di pari importo ridotte a tre per gli investimenti su beni immateriali a partire dall’anno successivo da quello di entrata in funzione dei beni.

 

E’ cumulabile con altre agevolazioni  che come oggetto abbiamo i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

 

Per la determinazione di “beni tecnologicamente avanzati e immateriali“, va prodotto uno dei seguenti documenti:

 

  • da parte di un ingegnere o un perito industriale iscritti nei loro rispettivi albi professionali,
  • un attestato di conformità rilasciato da un ente certificatore accreditato in cui si attesta che i beni soggetti all’agevolazione rispecchino i criteri d’idoneità richiamati nei due allegati della L.232/2026 e che questi siano interconnessi al sistema di gestione aziendale della produzione
  • alla rete di  fornitura.

 

Per i beni di cui il costo unitario non superi i 300.00o €  è sufficiente una relazione dal legale rappresentate.

 

2. Sviluppo, innovazione e design

 

Serve. a stimolare la spesa in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica per sostenere la competitività e favorire i processi di transizione digitale.

 

L’agevolazione si applica al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2019.

 

Bisogna avere una certificazione prodotto dal soggetto incaricato alla revisione legale dei conti, nel caso in cui non c’è l’obbligo alla revisione dei conti le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.  

 

Le imprese sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte. 

 

Per le attività di “ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale” in campo scientifico e tecnologico è riconosciuto un credito d’imposta è riconosciuto in misura del 12% delle spese agevolabili per un limite di 3 milioni di euro.

 

Per le attività di “innovazione tecnologica” atte alla realizzazione di processi e prodotti nuovi o migliorati abbiamo due tipologie di credito:

 

  • 6% delle spese agevolabili (max 1,5 milioni di euro)
  • 10% delle spese agevolabili (max 1,5 milioni di euro) finalizzate al raggiungimento di un obbiettivo transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0

 

Per le attività di “design e ideazione estetica” presente, ad esempio, nei settori:

 

  • moda
  • tessile
  • calzaturiero
  • occhialeria
  • orafo
  • mobile d’arredo
  • ceramica
  • ed altri ancora…

 

Viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 6% delle spese agevolabili (max 1,5 milioni di euro).

 

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione per tre annualità consecutive a decorrere nell’anno successivo alla maturazione e va calcolato al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi di qualsiasi titolo.

 

E’ possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d’imposta.

 

3. Formazione 4.0

 

L’obbiettivo è la formazione, quindi ad incentivare le imprese alla formazione del proprio personale sulle materie aventi per oggetto le tecnologie atte alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

 

Il credito viene applicato alle spese di formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo al 31/12/2019 ed + utilizzabile esclusivamente in compensazione.

 

L’agevolazione si calcola in percentuale sulla base delle ore e delle giornate di formazione ammissibili che svolge il dipendente:

 

  • 50% delle spese ammissibili (max 300.000 € annui per le piccole imprese)
  • 40% delle spese ammissibili (max 250.000 € annui per le medie imprese)
  • 30% delle spese ammissibili (max 250.000 € annui per le grandi imprese)

 

Nel caso di dipendenti “svantaggiati” o “molto svantaggiati” definito in base al decreto del Ministero del Lavoro sulle politiche sociali del 7/10/2017 si calcola un  credito di imposta pari al 60% per tutte le tipologie di imprese (piccole, medie e grandi).

 

Rientrano un questo credito di imposta anche le spese sostenute dai dipendenti che svolgono un ruolo formativo (docente o tutor) in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della L. 205/2017 al limite del 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.

 

Le imprese sono obbligate ad avere una documentazione contabile certificata.

 

 

 

Claudio Camusso
Claudio Camusso

Digital Marketing & Communication

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