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Buoni pasto e smartworking

Blog di. Fattura24

Buoni pasto e smartworking

In questo momento particolare le attività commerciali, specialmente le piccole e medie imprese, si sono dovute adeguare a quelle che sono state le disposizioni richieste dal Governo con i vari DPCM di marzo, non ultimo quello firmato ieri sera in tarda serata, dove viene espressamente richiesta di convertire il luogo di prestazione lavorativo del rapporto di lavoro subordinato.

 

Gestione tra buoni pasto e smartworking

 

Il “luogo di lavoro” è un’area dove si presta la “modalità” del lavoro subordinato concordato con il datore di lavoro; è una caratteristica della modalità di svolgere il lavoro; quindi il lavoro oltre a basarsi sul nella/e sede/i d’impresa può esser effettuato anche all’esterno.

 

Una buona organizzazione dell’impresa permette all’imprenditore di gestire al meglio il flusso di lavoro, la prestazione e il tempo in base al luogo dove, secondo la gestione d’impresa, si deve esercitare la miglior prestazione lavorativa che vada a vantaggio della produzione intellettuale del lavoro.

 

Per intenderci, una fabbrica che produce profilati di alluminio non farà lavorare da casa gli operai addetti alla fornace ma può valutare se altri comparti, che svolgono un lavoro intellettuale, possono lavorare a distanza e se il perseguire questa gestione d’impresa porti dei vantaggi alla produzione, quindi alla vendita del prodotto finale; in questo caso i profilati di alluminio.

 

Lo “smartworking” è una evoluzione di “telelavoro” ad una formula più semplificata che libera la concezione “lavoro” dai vincoli di orario e di luogo; fermo restando che deve esistere un accordo tra il dipendente e il datore di lavoro.

 

Lo dice la semantica, significa “lavoro intelligente” ma deve esser concordato tra le parti (art. 18 e successivi, legge 81/2017) dove si sottolinea il concetto di “flessibilità” ma anche che nello “smartworking” viene garantita la tutela economica, normativa, infortunistica e sanitaria (circolare INAIL 48/2017) come se lavorassero in condizioni ordinarie.

 

Per venire al titolo di questo articolo in molte realtà lavorative vengono dati al dipendente dei “fringe benefit” (per esempio buoni pasto e/o macchina aziendale) ed avendo lo “smartworking“, a tutti gli effetti le stesse tutele di un lavoro svolto in condizioni ordinarie (art. 20) questi il “f ringe benefit” è elargibile.

 

In questo momento, il passaggio da lavoro ordinario a smartworking ha posto un quesito sul come far arrivare questo “fringe benefit” al dipendente perché non può recarsi in sede per questioni di contingenza da Covid-19. Per i “buoni ristorante” non ci sono problemi in quanto ci sono i “buoni pasto elettronici” mentre per la macchina aziendale bisogna attendere che cambi la situazione e nel frattempo cercare un accordo con la società che fornisce il servizio.

 


 

Approfondimenti:

 

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Claudio Camusso
Claudio Camusso

Digital Marketing & Communication

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