Patent Box – Ottimiziamo il carico fiscale

Il Patent Box è stato introdotto dalla legge di stabilità 2015 e permette di escludere parzialmente dalla tassazione i redditi derivanti dallo sfruttamento economico di beni immateriali.

Leandro D'Addario Leandro D’Addario

Il regime di Patent Box è basato sul “Nexus Approach” dell’OCSE e permette di ridurre notevolmente la tassazione sui redditi derivanti da certe tipologie di beni immateriali.

Se riusciamo ad inquadrare all’interno della nostra attività redditi derivanti da beni immateriali (vedremo quali), possiamo usare questo potente strumento per ottimizzare il carico fiscale e quindi, pagare meno tasse.

Vediamo in cosa consiste.

Il Patent Box:

  • E’ stato introdotto con la finanziaria 2015, ma entrerà a pieno regime nel 2017.
  • Prevede l’esclusione parziale ai fini IRES e IRAP dei redditi che derivano da beni immateriali qualificabili. La percentuale di esclusione è pari al 50% (30% per il 2015 e 40% per il 2016).
  • L’articolo 6 del DM del 30/07/2015 definisce quali beni immateriali consentano l’accesso al regime, ovvero:
    1. Software protetto da copyright;
    2. brevetti industriali siano essi concessi o in corso di concessione, ivi inclusi i brevetti per invenzione, ivi comprese le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione, i brevetti per modello d’utilità, nonché i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori;
    3. marchi di impresa, ivi inclusi i marchi collettivi, siano essi registrati o in corso di registrazione;
    4. disegni e modelli, giuridicamente tutelabili;
    5. informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete, giuridicamente tutelabili.
  • Si può applicare ai titolari di reddito d’impresa sia italiani che stranieri che svolgono attività di ricerca e sviluppo ai fini del mantenimento, dell’accrescimento e per lo sviluppo di proprietà intellettuali. L’agevolazione del Patent Box è vincolata, per i contribuenti stranieri, alla ulteriore condizione di generare reddito d’impresa in Italia mediante una stabile organizzazione e di avere la residenza in uno dei Paesi con i quali sia in essere un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo.

Il Patent Box consente di applicare lo strumento dell’esclusione come visto sopra per le seguenti tipologie di reddito:

  • Royality infragruppo;
  • Royality ricevute da terzi relativamente allo sfruttamento delle immobilizzazioni materiali;
  • Quota parte di reddito relativo all’utilizzo delle immobilizzazioni immateriali nell’ambito della produzione di beni o prestazione di servizi;
  • Plusvalenze relative alla cessione della proprietà intellettuali. Queste ultime partecipano con un’esclusione totale dal calcolo del reddito di imposta a condizione che una percentuale superiore al 90% del corrispettivo relativo alle plusvalenze sia reinvestito in immobilizzazioni assimilabili.

Vediamo adesso come viene calcolata la quota di reddito agevolabile.

Per determinare tale quota è necessario mettere in rapporto le spese ammissibili e i costi complessivi necessari per lo sviluppo dei beni materiali.

Ovvero:

Coefficiente Reddito agevolabile = (A+B)/C

dove:

  • A rappresentano le spese di ricerca e sviluppo relative al bene immateriale sostenute direttamente dal contribuente (o dalle università o commissionate a terzi) necessarie allo sviluppo, al mantenimento o all’accrescimento del bene intangibile. Sono esclusi i contratti intercompany.
  • B sono i costi di acquisizione del bene e i costi intercompany per lo sviluppo, il mantenimento e l’accrescimento del bene. Tale importo è agevolabile fino al 30% di A.
  • C, al denominatore, rappresenta i costi complessivi sostenuti per sviluppare il bene intangibile.

Bisogna tenere a mente che i costi sostenuti da società del gruppo per l’acquisizione di proprietà intellettuali e/o di R&D possono rientrare fra le spese ammissibili entro il limite del 30% dei costi complessivi sostenuti.

Va considerato che il calcolo del rapporto a regime deve essere effettuato per ciascun IP e si dovrà basare sui costi sostenuti negli esercizi di validità del regime agevolato (i.e. 2015). Inoltre per i primi tre periodi di entrata in vigore del Patent Box (i.e. 2015, 2016, 2017) il calcolo del coefficiente non richiede che sia fatta distinzione delle spese in base all’intangibile oggetto di agevolazione ed è determinato dalla somma delle spese sostenute nell’esercizio e nei tre periodi precedenti.

Se poi, due o più beni immateriali sono connessi fra loro mediante un vincolo di funzionalità tale per cui un processo o un prodotto non può essere finalizzato senza l’uso congiunto di essi, tali beni immateriali vanno a costituire un unicum ai fini dell’applicazione delle disposizioni sul Patent Box.

Nell’ambito del Patent Box è necessario effettuare una procedura detta di ruling. Tale procedura è obbilgatoria per determinare il contributo economico implicito attribuibile al bene intangibile. Il ruling è invece facoltativo nel caso di royality infragruppo. Il contribuente può richiederne l’avvio al fine di ottenere maggiore certezza in merito alla quota parte di reddito escluso.

Nel caso sia richiesta la procedura di ruling, il beneficio sarà fruibile a partire dall’esercizio in cui la richiesta viene inviata. Fino a quando la procedura non è conclusa sarà necessario applicare le regole ordinarie per la determinazione del reddito d’impresa.

L’effetto del reddito agevolato può:

  • Essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sottoscrizione dell’accordo. In tal caso si renderà necessaria la presentazione di una dichiarazione integrativa.
  • In alternativa, essere richiesto a rimborso.

L’accesso alla procedura di ruling per le piccole e medie imprese avverrà con modalità semplificate stabilite da un provvedimento del Direttore dell’Agezia delle Entrate.

Il decreto riguardante il Patent Box, fa riferimento in maniera esplicita alla necessità di implementare un sistema di tracking contabile in modo da rendere semplice il monitoraggio dei collegamenti tra attività di R&D e beni intangibili, nonché la verifica della connessione tra il reddito agevolato e i beni immateriali. Lo scopo è di poter verificare la corrrettezza dei calcoli effettuati e la spettanza del beneficio.

La definizione delle modalità di fruizione dell’opzione di Patent Box (che riguarderà il periodo di imposta nel corso del quale è comunicata e i successivi quattro), per il 2015 e 2016, è demandata ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. A partire dall’anno 2017, sarà invece comunicata in dichairazione dei redditi.

Riassumendo, l’agevolazione derivante dal regime di Patent Box:

  1. È opzionale
  2. Ha durata quinquennale
  3. E’ irrevocabile e rinnovabile
  4. È compatibile con altri regimi agevolati in vigore in Italia
  5. Può subire una procedura di ruling (in alcuni casi obbligatoria)
  6. Necessita di un tracciamento tra le attività di R&D e i beni intangibili e tra reddito agevolabile e beni immateriali
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