Inarcassa 2017 – Tipi di contributi e frazionabilità.

Inarcassa 2017 – L’Inarcassa costituisce una forma di previdenza obbligatoria per ingegneri ed architetti vediamo quali sono i tipi di contributi previsti.

Leandro D'Addario Leandro D’Addario

L’Inarcassa costituisce una forma di previdenza obbligatoria per ingegneri ed architetti nel momento in cui si verifichi il possesso dei seguenti requisiti:

  • Si è iscritti all’albo professionale;
  • Non si usufruisca di altro tipo di previdenza obbligatoria;
  • Si sia in possesso di partita IVA in forma individuale o come componente di associazione o di società di professionisti costituita secondo forme e modalità dettate dall’articolo 90 del D. Lgs. 163/06.

Nel caso in cui il professionista sia assoggettato ad altra forma previdenziale obbligatoria gestita dall’INPS (compresa la gestione separata) o da altri enti previdenziali privatizzati (DL. 509/94) o enti previdenziali privati (L. 103/90) subentra l’esclusione dall’iscrizione a Inarcassa.

L’iscrizione ad Inarcassa prevede sia l’erogazione di pensioni e prestazioni assistenziali che l’erogazione di servizi mirati (es: polizza RC Professionale) necessari al professionista nella gestione della propria attività.

Inarcassa, come tutte le forme previdenziali, prevede il versamento di contributi da parte degli iscritti che nel caso specifico possono essere di quattro tipi: il contributo soggettivo, Il contributo soggettivo facoltativo, Il contributo integrativo e il contributo di maternità.

Il contributo soggettivo

Si tratta di un versamento obbligatorio calcolato in percentuale sul reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF per l’anno solare di riferimento.
La percentuale da applicare è pari al 14,5% fino a un valore di 121.600,00 per i redditi 2016 da dichiarare nel 2017.
Tale contributo è interamente deducibile ai fini fiscali.

E’ previsto un contributo minimo che va corrisposto indipendentemente dal reddito (l’importo varia in base all’indice ISTAT), che per i redditi 2016 è pari a € 2.280,00 (salvo lievi adeguamenti ISTAT per il 2017).
A partire dal 01/01/2013 tale contributo è dovuto in misura del 50% anche dagli iscritti pensionati di vecchiaia, di vecchiaia unificata, di invalidità o di pensione contributiva.

Il contributo minimo è frazionabile in dodicesimi in base ai mesi solari di iscrizione e la quota minima mensile è dovuta anche nel caso di iscrizione per un solo giorno solare.

Anche il reddito dichiarato è frazionabile in base al periodo di iscrizione (se non coincide con l’inizio dell’anno solare), ma sotto segnalazione esplicita del contribuente interessato.

Il contributo soggettivo facoltativo

Nel caso l’iscritto voglia aumentare il montante contributivo e quindi l’ammontare delle prestazioni pensionistiche, può effettuare un versamento aggiuntivo volontario in aggiunta a quello obbligatorio. Tale importo può essere versato in misura compresa tra l’1% e l’8,5% del reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF.

Vi è un minimo di 190,00 € non frazionabile e un massimo di 10.328,00 (salvo lievi adeguamenti ISTAT per il 2017).

Il versamento può essere effettuato dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente non oltre il 31/12 dell’anno in corso. Ad esempio il contributo facoltativo per il 2017 deve essere versato non oltre il 31/12/2017.
Il versamento può essere effettuato, generando il bollettino MAV qui dalla sezione “Contribuzioni volontarie”, in unica soluzione o mediante versamenti multipli durante l’anno (ferma restante la non frazionabilità dell’importo minimo di 190,00 €).

Essendo un contributo facoltativo si può decidere di versarlo o meno di anno in anno.
Anche questo contributo è interamente deducibile ai fini fiscali.

Il contributo integrativo

Tale contributo è pari al 4% del volume di affari IVA dell’anno solare decurtato dai volumi delle fatture relative a prestazioni verso l’estero (mod. regolamentare del 07/08/2014) ed è ripetibile nei confronti del committente della prestazione.

A partire dal 01/01/2013 viene applicato anche a prestazioni professionali verso ingegneri, architetti, associazioni o società di ingegneria. All’atto della comunicazione annuale si potrà dedurre dall’importo dovuto la quota già versata risultante dalle fatture ricevute da parte delle stesse categorie di cui sopra, a patto che non sia il committente finale della prestazione.

A partire dallo stesso anno, una parte di tale contributo è riconosciuta ai fini previdenziali (“c.d. Retrocessione”) con un’aliquota che risulta inversamente professionale all’anzianità retributiva maturata al 31/12/2012:

  • il 50% per chi ha un’anzianità Inarcassa (al 31/12/2012) fino a 10 anni ed in caso di pensionamento a 70 anni;
  • 43,75% per chi ha un’anzianità Inarcassa (al 31/12/2012) compresa tra i 10 ed i 20 anni;
  • 37,50% per chi ha un’anzianità Inarcassa (al 31/12/2012) compresa tra i 20 ed i 30 anni;
  • 25% per chi ha un’anzianità Inarcassa (al 31/12/2012) di oltre 30 anni di anzianità in quota retributiva o in caso di pensionato di altro ente.

Oltre l’importo di € 161,050,00, in termini di volume iva, non è prevista la retrocessione.

Anche per questa tipologia di contributo (che è altresì frazionabile su richiesta) è previsto un contributo minimo pari a 675,00 € (salvo lievi adeguamenti ISTAT per il 2017).

Come per il contributo soggettivo, a partire dal 01/01/2013 tale contributo è dovuto in misura del 50% anche dagli iscritti pensionati di vecchiaia, di vecchiaia unificata, di invalidità o di pensione contributiva.

Il contributo integrativo non è assoggettabile all’IRPEF e non concorre alla formazione del reddito professionale.

Il contributo di maternità

E’ stato introdotto a partire dal 99 per finanziare le indennità corrisposte al professionista in caso di maternità o di eventi ad essa assimilati. E’ frazionabile e l’importo annuo viene stabilito tramite delibera del consiglio di amministrazione. Per il 2017 è pari a € 67,00 (salvo lievi adeguamenti ISTAT per il 2017) e anch’esso è interamente deducibile ai fini fiscali.

Per tutte le tipologie contributive per il 2017, come per lo scorso anno, è possibile versare i contributi minimi in 6 rate bimestrali (invece che in due semestrali) attraverso rate di pari importo senza aggiunta di interessi dilatori. La prima scadenza nel caso di rateizzazione bimestrale è il 28/02/2017. Per usufruire della rateizzazione bimestrale è necessario farne richiesta a Inarcassa entro il 31/01/2017 tramite la sezione “agevolazioni” di Inarcassa On Line.

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