Buoni pasto e deducibilità fiscale

Cosa prevede la legge in materia di deducibilità dei buoni pasto? I liberi professionisti possono detrarli dalle tasse? Vediamolo insieme in questo veloce articolo

Leandro D'Addario Leandro D’Addario

La deducibilità fiscale dei buoni pasto è una materia molto complessa. La legge di stabilità 2015 ha introdotto alcune novità che permettono alle imprese di erogare buoni pasto di valore superiore ai limiti fino ad allora permessi. Chi può detrarre i buoni pasto? In che misura? Per chiarire meglio questo argomento vediamo insieme cosa prevede la legge.

Posso detrarre l’IVA?
Fino al 31/08/2008 questo non era possibile, a causa dell’art.19 bis 1 del DPR n.633/72 che alla lettera f) recitava:
“non è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di alimenti e bevande ad eccezione di quelli che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa o di somministrazione in mense scolastiche, aziendali o interaziendali o mediante distributori automatici collocati nei locali dell’impresa;”.

A partire dal 01/09/2008, la legge n.133/2008, modifica l’articolo 19 bis-1 del DPR n.633/72 eliminando l’indetraibilità soggettiva dell’IVA per la somministrazione di alimenti e bevande (e per le prestazioni alberghiere). A partire dalla legge n.133/2008, l’Iva diviene totalmente detraibile, nella misura in cui i servizi risultino relativi ad operazioni che consentano l’esercizio del diritto alla detrazione. Il ristoratore è comunque tenuto all’emissione di ricevuta o scontrino fiscale per il corrispettivo ricevuto tramite buono pasto, eventualmente integrato con la differenza tra il costo della consumazione e il valore del buono pasto.

Periodicamente (in genere mensilmente) si procede all’emissione di fattura a carico della società di buoni pasto con IVA al 10% (aliquota attualmente utilizzata per la somministrazione di bevande e alimenti). La risoluzione ministeriale n. 383842 del 29/12/1980 chiarisce che tale documento può non riportare gli estremi delle ricevute fiscali cui la fattura si riferisce, purché nelle ricevute rilasciate al fruitore del servizio siano riportati oltre che l’intero corrispettivo pagato, anche l’importo totale della prestazione e l’importo relativo al buono pasto (che esso costituisca una parte del totale o l’intero importo).

Bisogna pagare l’IRPEF sui buoni pasto (persone fisiche)?
L’art.51, comma 2 del TUIR stabilisce che i buoni pasto sono esenti da oneri fiscali per il dipendente fino all’importo giornaliero di 5,29€. Fino a tale cifra i buoni pasto non concorrono a formare reddito da lavoro dipendete. L’eventuale eccedenza, invece rientra nella base imponibile. Da notare che la legge di stabilità 2015 ha elevato, a partire dal 01/07/2015, il limite giornaliero a 7€ per i buoni pasto erogati in formato elettronico (rif. articolo 51, comma 2, lettera c) del Tuir).

I buoni pasto sono soggetti a Imposte dirette quali l’IRES (persone giuridiche)?
Poiché i buoni pasto rientrano, tra le voci di bilancio, nei costi del personale, essi sono deducibili al 100% per le aziende ai fini IRAP e IRES. Lo stabilisce la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che spiega che la totale deducibilità dipende dalla considerazione che il costo sostenuto dall’azienda riguarda un servizio complesso non riducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande (cfr. Circ. IRDCEC n.9/IR del 27/4/2009). Per i liberi professionisti, così come per i lavoratori autonomi, i freelance, le ditte individuali, gli agenti, i soci e gli amministratori, invece, il costo per l’aquisto dei buoni pasto è deducibile al 75%.

Devo considerare gli importi relativi ai buoni pasto per il calcolo dei contributi?
Poiché i buoni pasto costituiscono un “servizio sostitutivo di mensa” sono esenti dai contributi previdenziali e assistenziali fino all’importo giornaliero di cui abbiamo parlato precedentemente. Infatti tali importi non costituiscono reddito da lavoro dipendente (articolo 51 del TUIR). L’esclusione dalla base imponibile è sancita dall’articolo 17 del DL n.S03 del 30/12/1992.

Vediamo quindi che i buoni pasto sono uno strumento molto comodo utilizzabile sia dai lavoratori dipendenti che dai liberi professionisti.

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