Cash Flow – Guida pratica

Il cash flow è una misura importantissima in quanto permette il monitoraggio della solidità a breve di un’azienda.

Leandro D'Addario Leandro D’Addario

Uno degli indicatori più importanti per capire lo stato di salute di un’attività è il cosiddetto cash flow o flusso di cassa. Il cash flow rappresenta l’ammontare netto delle risorse finanziarie di un’impresa su un periodo di un anno. E’ calcolato come differenza fra entrate e uscite generate sul periodo.

Bisogna fare attenzione a non confondere il cash flow con l’utile di esercizio. L’utile rappresenta la differenza tra costi e ricavi, calcolata su base annuale, che nulla ha a che fare con l’effettivo incasso di ricavi derivanti da fatture emesse a clienti o dall’effettivo pagamento di debiti per le fatture ricevute, mentre il cash flow fonda la sua importanza proprio su quelli che si definiscono flussi di cassa e quindi rappresenta un mezzo di valutazione sulla solidità dell’attività nel medio-breve termine.

Vediamo praticamente come funziona il cash flow.

Io Azienda XYZ vendo un bene o erogo un servizio. Emetto fattura per un importo di 250.000 euro. Supponiamo che le spese per fabbricare il bene o per erogare il servizio ammontino a 70.000 euro.
In questo caso avrò un utile pari a 180.000 euro.

Se, in un’ipotesi ideale, ho pagato tutti i miei fornitori e sono stato pagato da tutti i miei clienti a fine anno mi rimangono 180.000 ero. Facendo queste assunzioni avremo quindi che l’utile e il cash flow corrisponderanno.

Tutte queste assunzioni sono però irrealistiche e semplicistiche. Nella realtà non tutto fila liscio e, ad esempio, potrebbero esserci dei clienti che dilazionano i pagamenti e per effetto di queste dilazioni io non riesca a pagare tutti i miei fornitori. Potrei avere un’attività che richieda di un magazzino e potrebbero esserci delle merci invendute sulle quali io ho già sostenuto dei costi di produzione. Per questo calcolare il cash flow può diventare un’operazione molto complessa.

Se ad esempio ho molti debiti verso i fornitori, questo potrebbe voler dire che in quel momento per qualche ragione non sono in grado di saldare tutte le fatture a debito. Non ho quindi abbastanza liquidità per far fronte alle necessità della mia attività. Se tutti i creditori richiedessero immediata estinzione dei miei debiti potrei arrivare fino al fallimento.

Se viceversa ho molti crediti verso i clienti e comunque riesco a portare avanti la mia attività senza intaccare il resto (ie: stipendi, imposte, fornitori) vuol dire che ho le risorse economiche per potermi permettere di finanziare temporaneamente i miei clienti senza procurare danno alla mia attività.

E’ chiaro che stiamo etremizzando un poco, ma di fatto questo ci aiuta a comprendere la rilevanza del cash flow come misura della solidità di un’azienda.

Facciamo ora un esempio molto semplificato di calcolo del cash flow.
Partiremo dal reddito operativo ed andremo ad aggiungere tutti i costi di natura non monetaria (tfr, ammortamento, ecc) e a sommare le variazioni, positive o negative, di crediti e debiti partendo da inizio anno fino alla fine dell’esercizio di cui si vuole calcolare il cash flow.

cash flow

Questo calcolo rappresenta la base di elaborazioni più complesse e permette all’impresa di stimare e monitorare il cash flow ordinario derivante dalla gestione ordinaria. Questo permette un’ottimizzazione della gestione della tesoreria e consente un impiego ottimale della liquidità.

Attraverso questi monitoraggi ad esempio è possibile dare un feedback a banche, investitori ed eventuali creditori circa la solvibilità a breve della nostra attività. Questo poiché il cash flow rappresenta un modo per rilevare le effettive disponibilità di un’impresa e quindi della sua capacità di fronteggiare imprevisti o dedicarsi a piani di sviluppo coerenti (visto che di fatto il cash flow rappresenta anche una misura della capacità dell’azienda di autofinanziarsi).

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